La mia prima canzone

La prima volta che ascoltai Mad World dei Tears for fears avevo 16 anni. Ero in vacanza in Valsesia ospite di mia zia, a metà strada tra la città e la montagna. Passavo intere giornate all’aria aperta a giocare a pallone e a girare per il paese.

La zia affittava una casa coi miei cugini a Crevola, borgo di poche anime ai piedi del Sacro Monte di Varallo. Ero spensierato lì da lei e facevo della routine con gli amici e l’aria buona il mio passatempo. Era l’82; anno di mondiali vinti.

Ogni giorno appena finito il pranzo ci si trovava con gli altri al Piccolo, il bar del borgo. Mi ero costruito un piccolo rito: gelato, mezzora di ping pong e poi via, verso le piccole avventure della provincia vercellese. Capitò lì al Piccolo bar di Crevola che una ragazza più grande di me e che io osservavo di nascosto, mise nel juke box Mad World dei Tears for fears. Niente internet, niente cellulari, niente shazam; solo la musica dopo il clic-clac del vecchio jukebox attivato con 50 lire. Quella canzone mi rimase in testa e credo non ne sia più uscita. Ricordo che cercavo di capirne il ritornello, questo apparente calando sussurrato che poi è proprio il titolo stesso. Per risentirla avevo modificato il mio rito quotidiano e ridotto il ping pong. Ricordo che il Piccolo bar era frequentato soprattutto da ragazzi più grandi ed io mi sedevo in un angolo, mettevo la canzone e mangiavo il gelato. Tutti i giorni.

Credo che passarono almeno altri 20 anni perché Mad World tornasse a far parte del mio universo. Una sera, dopo essere riusciti ad addormentare il già 3enne Matteo, io e mia moglie ci concedemmo un film in DVD. Eccola lì Mad World, nella versione piano e voce di Gary Jules e Michael Andrews, inserita nel finale angosciante del film culto Donnie Darko di Richard Kelly. Non si riconosce subito dalle prime note ma svestita di quegli orpelli così anni 80 che la caratterizzavano è ancora più pura, più emozionante nella sua semplicità. Così quando you tube ha reso possibile avere musica così come si accende la luce al rientro a casa, ne ho cercata la versione, ho trovato il testo e me la sono ascoltata fino alla sfinimento. Il video di Michel Gondry, tra l’altro, è un piccolo capolavoro.

Qualche anno fa in spiaggia Mad World diventa il simbolo di un agosto musicale passato con gli amici del mare. Lo sfondo è una calda estate sul ponente ligure. Il solito stabilimento balneare, le solite famiglie milanesi, torinesi, genovesi, i figli, i figli dei figli. Tutto regolare. Quando appare la prima chitarra ed io comincio a cantare sembra uno scherzo. Uno scherzo che ci ha fatto compagnia per settimane. Il chitarrista è bravo e la canzone si presta. Ovviamente ne esiste una versione acustica anche per voce e chitarra; la fanno sempre Michael Andrews e una sola “lacrima di paura” alla voce e cioè il bassista dei Tears for fears Curt Smith. La canzone in realtà venne scritta dall’altra “lacrima” del duo e cioè Rolanz Ozrabal quando aveva 19 anni e cercava di far concorrenza ai Duran Duran.

E’ strano pensarci oggi a circa 30 anni di distanza da quell’82. Particolare aver cantato ancora questa canzone al mio primo concerto, ovviamente amatoriale, davanti a delle persone. Bello averla fatta piano e voce con un buon amico. Certo cantare a 50 anni “I went to school and I was very nervous, no one knew me.” ti riporta per forza a quei 16 anni e all’adolescenza.

Alla fine, ben 34 anni dopo, scopri da wikipedia che nel testo dell’ultimo ritornello Curt Smith ha inserito il nome di un pianeta inventato per scherzo: il famoso Helargian World… e che proprio non te ne eri accorto.

https://www.youtube.com/watch?v=4N3N1MlvVc4

https://www.youtube.com/watch?v=u1ZvPSpLxCg

https://www.youtube.com/watch?v=Z6Km0xsM7y8

All around me are familiar faces

Worn out places, worn out faces 

Bright and early for their daily races 

Going nowhere, going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow

And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very, very mad world mad world

Children waiting for the day they feel good
Happy Birthday, Happy Birthday
Made to feel the way that every child should
Sit and listen, sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me, look right through me

And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very, very mad world … world
Helargian world
Mad world

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